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venerdì 4 settembre 2015

Senza Parole





Chiuso
in una bomboniera di dolore
come un piccolo confetto amaro
mi riscaldo
nella mia coperta
di finissimo tulle

Ad ogni passo
come una monetina
risuono
nelle tasche del mio destino

- Luciana Figini - 
( dedicata al piccolo Aylan )






È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare.
Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore.
Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione.
Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ci ucciderà, partecipo al dolore di migliaia di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno la pace e la serenità.


Anna Frank - Diario

 

sabato 29 agosto 2015

Poems and Pictures - 7



Remedios Varo: " Papilla estellar " ( Pappa stellare ) - Particolare



Questo mi toccava
tutti i giorni
nutrire
la mia luna prigioniera
con la polvere di stelle 
che 
finemente
macinavo durante la notte.

Polvere di poesia
fine argento 
misto a platino brillante

La luna diceva di gradire
questo nutrimento stellare
e che non disdegnava
ogni tanto 
anche un pizzico 
di polvere di sogno

Una sera
sono andata a trovarla
ma la gabbia era aperta

Niente più luna prigioniera
solo un biglietto:

" Grazie del cibo luminoso
che mi hai regalato ogni giorno
con l'argento ed il platino delle stelle
mi sono costruita una chiave fatata
ed attraverso i tuoi sogni mi sono liberata. "

Io sono felice 
di questa fuga improvvisa
e la immagino
cavalcare le nuvole di sera
libera
...ma allora perchè già mi manca
e non vedo l'ora di catturarla di nuovo?
 

- Luciana Figini -

venerdì 21 agosto 2015

Estasi



Talvolta
i miei sensi miopi
e limitati
si affinano
improvvisamente
come toccati
da una bacchetta magica

Ed allora
percepisco chiaramente
l'estasi del pioppo
accarezzato
e poi travolto
dal vento di tempesta

il girotondo impazzito
delle rondini
e dei corvi
che si lasciano trasportare
senza opporre resistenza
in questo cielo plumbeo
che ha già
il profumo della pioggia

- Luciana Figini -













sabato 21 febbraio 2015

Parole e Immagini

A volte, quando sistemo un pò i miei libri, trovo dei piccoli, autentici capolavori, della cui esistenza mi ero dimenticata.
E' così che mi è capitato in mano un libretto di fotografie, acquistato quando ancora c'era la lira: costava 20.000 lire, cioè 10 euro, che ancora oggi è una considerevole sommetta per un libretto di fotografie.
Le foto sono di un grande fotografo americano, Wynn Bullock, morto nel 1975.
Ho scorso velocemente la sua biografia e sorprendentemente ho letto che aveva conosciuto Edward Weston e Tina Modotti, cioè altri due grandissimi fotografi del Novecento.
E' strano come a volte le persone e gli avvenimenti si intrecciano; forse le persone con la stessa sensibilità sono destinate prima o poi a conoscersi, chissà...
Ho scorso il libretto di fotografie e all'interno c'era un'altra sorpresa: sotto ad alcune fotografie di Bullock c'erano dei miei versi, per lo più in inglese, scritti a matita.
Anche questo a volte mi sorprende: scrivo delle cose e poi me le dimentico, poi , quando le ritrovo, faccio fatica a riconoscerle...
E' così che ho deciso di riportare sul mio blog le foto che avevo scelto ed i versi scritti sotto a matita.
Le foto di Bullock sono dei capolavori, le mie parole sono invece semplici e senza pretesa; mi sembra però che il tutto stia bene insieme.
Per iniziare questo piccolo viaggio però mi piace introdurre Wynn utilizzando le sue stesse parole, che sono pura poesia...



" Quando fotografo quello che faccio veramente è cercare delle risposte nelle cose" - Wynn Bullock 







       " I misteri si trovano tutto intorno a noi, persino negli oggetti più familiari. Attendono solo di essere percepiti "    Wynn Bullock - foto: Worn Floor





Wynn Bullock: Light Abstraction



Flashes and Echoes 
of what has been
or maybe
what has never been

Are we living our lives
or are we inventing them ?

- Luciana Figini -



Wynn Bullock: Let there be Light



A Stream 
a stream of consciousness
Joyce would say

A stream of thoughts
and dreams
slowly flowing
into the sea

the sea of our souls...

Above this sea
the inner light
a primordial moon
reflecting on us

...we are its mirror...

- Luciana Figini -



Wynn Bullock: Stark Tree



Coming out from my body
this tree
without leaves
but strong

It struggles against the sky of solitude
it fights aginst the clouds of desperation

and finally...
a shy but brilliant sun
comes out
the clouds open
and become
a landscape 
of dark and light
hallucinations

- Luciana Figini -




Wynn Bullock: Point Lobos Tide Pool

Frozen Water
like my heart...
frozen entity
but you can still see
the signs of infinite on it...

- Luciana Figini - 



Wynn Bullock: Lynne, Point Lobos


Il rombo del Mare
fa paura
ma non mi tiene lontana
dal mio incanto 

- Luciana Figini -



Wynn Bullock: Kay 1958


I'm still standing at the window
staring out of my house
trying to recognize
the reality
the essence
the link to the infinite
hidden behind 
our invented
everyday life

There is nothing falser 
around us
than this apparent
dumb
insignificant
miserable
tiny life of ours...

- Luciana Figini -



Wynn Bullock: Sea Palms


Floating on a Ghost Plain
 fog hiding these ghost trees

under my cloudy dress
hiding my pain
and pouring it
in this universe of crying woods...

- Luciana Figini -




Wynn Bullock: Pebble Beach


Stones and Walls
arms and hands
of an ancient giant

You can still feel his tenderness
if you close your eyes and touch these stones...

- Luciana Figini -



Wynn Bullock: Marilyn with Cat

Lying on my Lies
I stroke them
I look after them
I make them grow
They make me live...

It's only when I lie
that my real essence is expressed...

- Luciana Figini -






martedì 3 febbraio 2015

Prima di imparare...

E' così piccolo il mondo
una scheggia alla deriva
una briciola nel vento
il seme di un soffione
che vola lontano
oltre la nostra vita

E' così grande la nostra ambizione
è così goffa la nostra vita
sono così patetiche
le scuse
i sensi di colpa
le manie di grandezza
la razionalità
che immaginiamo di avere
e con la quale
sogniamo
di dirigere
la nostra vita

Un soffio e tutto appare
un respiro e tutto scompare

In un attimo
ci sentiamo
padroni del mondo

In un altro
sentiamo addosso
tutta la nostra inconsistenza



...prima di imparare a leggere e contare
dovremmo imparare il mare
dovremmo capire le nuvole
dovremmo studiare a memoria
l'alba e il tramonto...


- Luciana Figini -






domenica 25 gennaio 2015

Là fuori è una jungla

Il mondo in cui vi accingete a entrare ed esistere non ha una buona reputazione. 
Si è comportato meglio sotto il profilo geografico che sotto quello storico; è ancora molto più attraente per il suo aspetto che non per la sua società. 
Non è un bel posto, come presto scoprirete, e dubito alquanto che sarà migliorato quando lo lascerete. 
E tuttavia, è l’unico mondo disponibile: non esiste alternativa, e se esistesse non c’è garanzia che sarebbe migliore.
Là fuori è una giungla, o anche un deserto, una china scivolosa, una palude.
Letteralmente e, ciò che è persino peggio, metaforicamente. 
Eppure, come ha detto Robert Frost:

 “ Il modo migliore per venirne fuori è sempre buttarsi dentro ”.




TRACCIA

Qui
proprio ora
proprio qui
e da nessun'altra parte
una piccola traccia
un'orma minuscola

Un negativo appannato
da comprendere
una piccola briciola da seguire
per cercare di uscire dalla foresta

- Luciana Figini -









sabato 29 novembre 2014

Statua di Ghiaccio


Vorrei che il blu
mi entrasse
profondamente
nel sangue

Lo sentirei scorrere
dapprima come un rivolo freddo
poi come ruscello ghiacciato

Percepirei il suo gelo
in ogni mia cellula

Il gelo di una notte stellata
il freddo di un ghiacciaio
che si scioglie nel suo azzurro

Lentamente
sentirei il mio corpo congelarsi
e mutare colore
arto dopo arto
ossa dopo ossa

Il blu elettrico
vetrificante
mi congelerebbe la linfa
mi bloccherebbe nel freddo
mi trasformerebbe
in una azzurra statua di ghiaccio

Niente più
mi potrebbe muovere
o commuovere

Nulla più mi farebbe
amare / soffrire / condividere / fingere /
ridere / disperare / abbandonare /
impazzire / deprimere / appassionare /
annoiare / invecchiare / morire /
Di me
solo si direbbe:

“ Splendida quella statua di ghiaccio
attraverso la quale il sole brilla!”

- Luciana Figini -







domenica 16 novembre 2014

In certi Momenti...


In certi momenti l'anima si perde e sembra non riuscire a ritrovarsi...





Sopra ad una zattera
arsa dal sole
bagnata dalla pioggia

Non più pesce di profondità
non più gabbiano
di cieli sconfinati

galleggio
 sopra queste acque infinite
domandandomi
su quale isola
la prossima tempesta
mi lascerà naufragare...

- Luciana Figini  

 

giovedì 28 agosto 2014

Isole Britanniche


Davanti alle scogliere d'Irlanda
ho spesso percepito
l'alito dell'infinito

Sugli scogli crudeli di Scozia
sbatte perenne
un'onda di rabbia
e nel cielo invernale
si sente a tratti l'eco lontano
di un dio semiumano
che sparì dopo averci donato
la potenza di un tramonto infuocato
che si specchia al calar della sera
dentro i flutti di un'altra bufera
il cui vento ti alza le mani
e ti fa volare con i gabbiani

- Luciana Figini ( 31/10/2009 )



lunedì 21 luglio 2014

Don't judge a Book by its Cover


Tra le cose più belle che il progressive rock italiano ci ha lasciato ci sono le copertine degli album.
Sono bellissime, dei piccoli capolavori; sono misteriose, a volte sconcertanti; ognuna di loro racconta una storia, quasi sempre incomprensibile a livello razionale ma comprensibilissima, a livello irrazionale, dopo avere ascoltato il disco.

Il proverbio dice "don't judge a book by its cover"- letteralmente " non giudicare il libro dalla sua copertina", in pratica " non giudicare dalle apparenze ".
In questo caso invece SI DEVE giudicare dalle apparenze; la copertina è sempre stupenda e preannuncia un contenuto musicale fantastico.

Mi sono divertita ad accoppiare queste bellissime copertine con pezzetti di mie poesie e composizioni, che non sono certo fantastiche come i brani di questi dischi, ma spero possano piacere.
Anche loro vanno lette in modo un pò "irrazionale"; ognuno ci vede quello che vuole.
Io, del resto, non sarei in grado di spiegarle...



Locanda delle Fate: " Forse le Lucciole non si amano più "


A volte vorrei
che le porte dell'inconscio
si spalancassero
e che l'altra dimensione,
quella dei camini verdi
e delle montagne blu,
quella della follia 
e dei colori
che si originano
da noi stessi
mi aprisse le braccia
e mi accogliesse (...)




Le Orme: " Uomo di Pezza "



(...) Arriva il giorno in cui
il rumore si allontana
ed il silenzio
che avevi dentro
spinge per uscire (...)

(...) Quali sentieri di buio
o di luce nasconde?




Premiata Forneria Marconi: " Storia di un Minuto "



(...) Posso fare finta,
riuscendoci bene,
di accettare il rito
quotidiano
dell'esposizione agli avvoltoi (...)





Quella Vecchia Locanda : " Quella Vecchia Locanda "



A volte
il tempo 
ci rovina addosso
come un vecchio 
e spesso 
muro di granito (...)




The Trip: " Caronte "




(...)  Ho tappezzato le pareti
del mio tunnel tridimesionale 
con lievi sentieri di nebbia
con lucidi squarci di realtà (...)

(...) Quando il paesaggio
che sta tra e me e ciò che mi aspetta
diventa troppo torbido
troppo fangoso...
...mi immagino che nulla esista
se non nella mia mente (...)


( Tutte le strofe sono tratte da poesie di Luciana Figini )







giovedì 5 giugno 2014

Quel Posto dentro di Me

 
Mi chiedo se ancora c'è 
quel posto dentro me

quel posto lontano
dove cavalcano tutti i  pensieri

quella valle misteriosa
dove le fantasie 
si aggrovigliano 
e si spintonano
per l'impazienza di diventare reali

Mi chiedo se ancora c'è
quel posto dentro me...

- Luciana Figini -






lunedì 19 maggio 2014

Uscire dal Mondo


Nell'attimo che separa
il vetro della mia finestra
dal cielo scuro

Nello stormire delle fronde
del pioppo centenario

Nel volo curioso e affrettato
della gazza che ormai
abita il mio tetto

Ritrovo
solo per un attimo
il baricentro
del mio cuore
l'equilibrio del tutto
una goccia di infinito

...forse non basta, ma è già qualcosa...

- Luciana Figini - 







lunedì 21 aprile 2014

In Viaggio con Enya

Una poesia di molti anni fa, qualche brano magico di Enya e...
il viaggio può avere inizio anche stasera...



Le nebbie di Avalon



Improvvisa

la tua voce

di cristallo puro

irrompe

attraverso i ghiacciai

e trascina con sé

le folle

dei nostri pensieri



Apri la porta

al mondo della magia

al di là di essa

paesaggi sconfinati

e distese infinite

di mare ribollente

per placare

la nostra sete

di libertà





Mi conduci per mano

su di una spiaggia

ancestrale

fitta

di minuscole

conchiglie bianche

e lambita

da un mare

di avorio e cobalto



Mi scagli

verso l’orizzonte

sopra tutte le cime

più inaccessibili

e rendi le mie mani ali

ali di condor

libero e maestoso

a planare

sopra

i lontani presepi terrestri








Poi

improvviso

il tuffo

fammi navigare

fammi risalire

oltre Tripoli

ed il Mar Giallo

fino alle ombre di Avalon

e al potere di Babilonia

al di là

della Barriera Corallina

mi hai lanciato

come una freccia

dall’arco della tua musica

ed il viaggio

è appena iniziato…

verso l’isola della Luna

a Nord e poi a Est

fino all’estremo Sud…





Il tocco delle tue dita

accarezza

i tasti del pianoforte

come le mani di una donna

che accarezzano l’amante

come il tocco felpato

dell’amore

e del desiderio

è la tua musica

che scivola

dal cuore

più in basso

dove

tutte le emozioni

si raccolgono



…e subito è la quiete

cade la sera

e le ali si raccolgono

ed i passi si fanno pesanti

mentre attraversiamo il bosco

verso un luogo

dove nessuno ci può seguire

…a casa…

…proprio a casa…

…pur essendo mille miglia lontani

La voce

di nuovo la tua voce

magia

o maleficio

che ci invita

a perdere la ragione






E di nuovo

è il frangersi delle tempeste

contro gli scogli d’Irlanda

il boato dell’oceano

attraverso le grotte

del tempo

la pioggia battente

sul tetto di una capanna

fatta di paglia



L’ho già sentito

questo suono

nelle pietre dei Celti

le ho toccate

le ho ascoltate

avevano la stessa melodia

della tua voce



Voce del tempo

e dello spazio

hai riportato in vita

il mistero di Stonehenge

e tutte le paure

e tutte le emozioni

dell’uomo

che parlava la tua lingua



Il suono della cornamusa

ci ha risvegliato

dormivamo

sulla nostra isola

il sonno più pesante

quello che tutto riduce

a fredda razionalità

quello che non fa più distinguere

la bellezza

la passione

lo sguardo di un amico

il colore del desiderio



Ci hai destato

ed ora

tutti noi

come in un sogno

ad occhi aperti

abbiamo ripreso

le nostre canoe

ed abbiamo lasciato

l’isola tranquilla

per affrontare

le nebbie del mistero…








Il mare è vasto e buio

ed abbiamo tutti paura

ci voltiamo

e quasi con sollievo

scopriamo

che la riva è già lontana

già si aprono

davanti a noi

le nebbie di Avalon

ed il cuore

quasi scoppia

di impazienza

ed eccitazione


- Luciana Figini - (1996 - ascoltando Enya )




















sabato 19 aprile 2014

Echi di Dublino




Statua di Molly Malone a Dublino

 
Finalmente qualche giorno a casa.
Tempo per riposarmi, svuotare la mente e scrivere.
Voglio iniziare lievemente, con qualche piccola considerazione, una canzone ed una poesia.

Sono tornata a Dublino alla fine di marzo; una gita scolastica, piacevole e senza problemi ( con i ragazzi non è sempre scontato che sia così! ).
Non ci tornavo dal 2002.
E' sempre affascinante e rilassante, soltanto un pò più povera; la crisi ha colpito duramente anche l'Irlanda e così si vedono in giro molti cartelli di appartamenti ed uffici in vendita.
Non è la povertà terribile che avevo visto la prima volta , nel 1985, ma non c'è più neppure il benessere dei primi anni duemila.
Eppure Dublino affascina ancora, con la sua musica, le sue strade, i suoi pub , la sua lingua ed i tesori contenuti nei suoi musei.





Il vascello d’oro

Un minuscolo vascello d’oro
leggero come una foglia
mosso da 9 invisibili rematori
attraversa il mare del tempo
e mi trasporta
in un magico e lontano paese
dove reale ed irreale si confondono
e dove i sogni
sono l’unica unità di misura
a cui riferirsi 

- Luciana Figini ( luglio 2002 )
(ispirata da una navicella dorata di origine celtica vista al National Museum di Dublino)








venerdì 21 marzo 2014

L'Ala


Ci vorrebbe
l’ala di un angelo
per sollevare
il peso immenso
delle parole inutili
e del vivere apparente

quando l’unica cosa
che vuoi
è vivere veramente

- Luciana Figini -


The Wounded Angel -  by Hugo Simberg


Invidia degli Angeli

Se mi lasci qui
ci sarà un motivo
ma sappi
che io passo tutte le sere
ad invidiare
il volo delle nuvole

- Luciana Figini -