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sabato 2 febbraio 2013

Aria Cupa

L'aria é cupa e l'inverno è ancora lungo, non soltanto dal punto di vista metereologico.
Tra le cose più cupe che stanno accadendo in questi ultimi anni c'è il cosiddetto "femminicidio".
I giornali sono pieni di vicende di mogli, fidanzate e madri uccise dai propri mariti, figli, fidanzati, amanti o semplicemente amici.
I numeri sono impressionanti, ma mi chiedo se questi casi siano davvero aumentati o invece siano più noti perchè immediatamente sbattuti sui giornali ed in televisione.
Sicuramante una volta non si sapeva quasi niente di quello che accadeva nelle case e dei casi di violenza o di omicidio se ne parlava molto, molto meno.
C'è però , come diceva il grande Gaber "un'aria, ma un'aria..." che non mi piace affatto.
Cosa sta succedendo nel mondo?
In occidente sempre più donne vengono maltrattate,violentate o uccise.
In India lo stupro è all'ordine del giorno, in Pakistan una bambina viene quasi uccisa, perchè, pensate, "pretendeva" di poter andare a scuola.



 



Perchè questa rabbia contro le donne?
Perchè questa involuzione, questo arretramento verso un passato che dovrebbe essere dimenticato?
Io non ho storie eclatanti da raccontare, ma sento le mie studentesse, le osservo, ci parlo.
Sono brillanti, sono belle, hanno tanti sogni eppure alcune di loro hanno dei rapporti con i loro ragazzi che sembrano già delle trappole.
Alcune di loro non vengono alle pizzate di classe o alle gite perchè i loro ragazzi non sono d'accordo (???).
Altre vengono infastidite continuamente se osano lasciarli.
Molte sono apparentemente disinvolte e provocanti e poi dentro sono fragilissime, insicure, spaventate dal futuro.





(...) donna in catene
donna in catene
è’ un mondo che sta impazzendo
a tenere la donna in catene (...)


(...) sento che nel tuo cuore
ci sono ferite che il tempo non potrà guarire (...)
 

(...) uomini di Pietra
uomini di pietra
beh, credo che stare ad aspettare
sia davvero un magro affare
e mi sento davvero schiacciare
senza speranza dai tuoi occhi d’acciaio
è un mondo che sta impazzendo

a tenere la donna in catene (...)


 ( da " Woman in Chains" dei Tears for Fears )





Quand'ero una ragazzina la verginità prima del matrimonio era ancora un valore irrinunciabile e le ragazze madri venivano relegate ai margini della vita sociale.
Poi piano piano qualcosa cominciò a rompersi, soprattutto grazie ad alcune donne coraggiose e all'avvento del femminismo.
A metà degli anni sessanta una giovane e coraggiosa donna di nome Franca Viola rifutò il "matrimonio riparatore" e diventò un simbolo dell'emancipazione della donna.


 
Franca Viola

Piano piano, durante gli anni settanta e ottanta, l'Italia sembra uscire dal Medioevo e le leggi sul divorzio, il diritto di famiglia, la violenza sulle donne, l'aborto, vengono approvate .
Le donne lentamente entrano sempre più numerose nelle università, nei posti di lavoro e acquisiscono importanza e diritti quasi uguali agli uomini.
Noi, ragazze di allora, ci sentivamo parte di un cambiamento enorme e portavamo nelle assemblea, in piazza, a scuola, nei posto di lavoro, tutte le nostre idee e proposte di cambiamento.
Dalla richiesta di asili nido alla contraccezione, dall'autocoscienza al diritto allo studio, le piazze d'Italia si riempivano di donne che affermavano con fierezza il loro diritto ad essere persone e  cittadine con gli stessi diritti degli uomini.






Ed oggi che sta succedendo?
Perchè tutta questa rabbia contro le donne?
E' la crisi? E' la perdita di ruolo dei maschi?
E' un nuovo Medioevo?
Nei paesi musulmani le donne si devono coprire e sono quasi sempre escluse dalla vita politica e sociale, ma anche nel ( una volta ) ricco occidente la situazione non è per niente rosea.
E allora l'unica arma che abbiamo è quella di sempre: affermare la nostra dignità, far valere le nostre capacità e la nostra intelligenza, essere sempre guardinghe e rifiutare ogni tipo di contatto con quegli uomini che ci vogliono sottomesse e soprattutto essere sempre coraggiose, come la splendida ragazzina pakistana del video, Malala Yousafzai, candidata al Nobel per la pace.





 

domenica 23 dicembre 2012

Omaggio alle Streghe


Louise Borgeois è stata una scultrice e artista francese.
Nata a Parigi il giorno di Natale del 1911 è morta nel maggio del 2010.
Anticonformista, libera pensatrice si è sempre occupata in maniera approfondita di temi come la sessualità, la famiglia, la solitudine e la condizione della donna.


Louise Borgeois - Femme Maison

 Incurante dell'età avanzata, nel 2010 contribuisce con una sua opera al progetto intitolato "Steilneset Memorial"
Nello scabro paesaggio dell'isola di Varanger, in Norvegia, sono state create delle istallazioni artistiche in memoria delle 91 persone morte qui sul rogo nel diciassettesimo secolo perchè accusate di stregoneria.
Erano prevalentemente donne condannate per un odioso crimine impossibile da provare.
Interrogatori, torture, confessioni estorte e il fuoco del rogo sono oggi evocati da queste istallazioni, tra le quali spicca quella di Louse Borgeous stessa.



Louise Borgeous - The Damned, The Possessed and The Beloved


Intitolata "The Damned, The Possessed and The Beloved", quest'opera consiste in una sedia calata in una specie di cratere, dalla quale escono lame di fuoco.
La sedia è circondata da specchi ovali che amplificano la danza delle fiamme.
Morta a 99 anni, Louise non ha potuto vedere la sua opera completata.
A mio parere è un'installazione di una forza impressionante.
Ci ricorda cosa è stato fatto alle donne in passato.
Ci fa pensare a quello che viene fatto oggi, quando si parla di "femminicidio".
Parla all'anima di tutte le donne e ci invita a risvegliare quella forza, quell'energia, quell'intuito che sono dentro tutte noi e che forse molte di noi hanno perso per strada in questi anni.




Louise Borgeous nel suo studio




Mio padre provocava in me una continua perdita di autostima. Mia madre rappresentava la fiducia in me stessa. “Non prendertela, sai come sono gli uomini. Dagli ragione, intrattienili; 
gli uomini sono come bambini.” Mi ha convinta. Era la sua forma di femminismo.

 - Louise Borgeous - 





  (Notizie sull'opera prese dall'inserto di Repubblica "Io Donna" del 1 Dicembre 2012)