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lunedì 18 giugno 2012

Dandy degli anni 80



" E la bellezza è una manifestazione del genio. In realtà è più elevata del genio, perchè non ha bisogno di spiegazioni..."

(da "Il Ritratto di Dorian Gray" - di Oscar Wilde 



Oscar Wilde


Leggo su Wikipedia:
" ...tratti caratteristici del Dandy erano la ricerca di eleganza e perfezione non solo nel vestire, ma anche negli atteggiamenti e nei gusti personali, la consapevolezza di una certa superiorità intellettuale, la ricercatezza e l'originalità ...il dandy era l'eccentrico che si divertiva a stupire il pubblico, con atteggiamenti e gesti provocatori, con il suo particolare modo di vestire e di vivere..."

Ecco a voi alcuni tra i più adorabili ,originali e vanitosi Dandy degli anni 80.






Il cantante austriaco Falco morì nel 1998 a soli 41 anni  in un incidente automobilistico.
Le sue canzoni non erano forse dei capolavori, ma era simpatico, scanzonato e divertente .
E' per questo che, quando morì, mi  commossi fino alle lacrime.
Chi è capace di divertire e di prendersi in giro merita sempre la massima considerazione.






Brian Ferry, cioè la sciccosità e  la sensualità fatta persona .
Con quei capelli un pò alla Bobby Solo e quello sguardo tenebroso del genere "Vieni qui che non hai scampo" è davvero uno dei volti più rappresentativi del dandismo anni 80!
...chi avrebbe resistito a quello sguardo?





Ma che fine hai fatto grande David ? Se lo chiedono anche quelli della rivista Rolling Stones .
Nessuno ti ha più visto e sentito.
Hai deciso di seguire la stessa strada di Mina ?
Certo per uno col tuo fascino invecchiare deve essere proprio una faccenda dura e forse preferisci che tutti ti ricordino al massimo del tuo splendore.
Come darti torto?
...va bene va bene ...il video è del 1990 e non degli anni anni 80 , ma la filosofia dell'apparire è ancora tutta lì no ?





Androgino, lievemente inquietante, Phil Oakey degli Human League impersona quel lato trasgressivo del dandismo che tanto ci affascina.
Sembra un Dorian Gray dei tempi moderni .
Chissà se anche lui , da qualche parte, ha un ritratto che invecchia al posto suo...
No no no cari miei !
Ho visto delle foto recenti e vi posso svelare un segreto: Phil sta invecchiando, esattamente come tutti noi !
Almeno si può consolare ricordando quanto era bello una volta !




sabato 26 maggio 2012

La Privacy è ancora un valore ?





George Orwell quando era reporter della BBC


Come tutti gli anni , verso la fine dell'anno scolastico, introduco George Orwell e "1984".
Di solito leggo qualche brano in classe, lo commento coi ragazzi e poi faccio vedere un documentario di Discovery Channel sulla personalità di Orwell e sugli impressionanti collegamenti tra il suo romanzo e la vita odierna.
George Orwell, come tanti grandi scrittori , è stato un grande profeta .
In "1984" ha previsto tante cose che poi sono successe ai giorni nostri.
Una di queste è la perdita di privacy.
Gli abitanti di Oceania, uno stato totalitario in un futuro che Orwell immagina molto cupo e pauroso , sono  perennemente controllati fuori e dentro i loro appartamenti.
La polizia in elicottero provvede a pattugliare le case di Londra e a controllare i movimenti dei suoi abitanti .
All'interno di ogni appartamento un congegno simile ad una televisione con telecamera incorporata (è chiamato "telescreen" ) provvede a trasmettere i notiziari del partito al governo e a controllare ogni movimento degli inquilini della casa.




Nel documentario scorrono le immagini di Winston Smith , il protagonista del romanzo, e dei suoi sforzi per ritagliarsi un piccolo spazio di privacy nella casa perennemente sotto l'occhio di "Big Brother" , entità misteriosa che non corrisponde ad una persona reale , ma che è l'anima stessa di Oceania.
Poi seguono i collegamenti con la nostra realtà odierna: anche noi, come Winston, siamo perennemente controllati e sempre rintracciabili, tramite le telecamere poste in ogni luogo, attraverso i nostri telefonini, le nostre carte di credito e Internet.
Fino all'anno scorso , al momento di commentare insieme il documentario, c'era sempre qualche studente che rimaneva impressionato da questa gigantesca perdita di privacy che stiamo subendo tutti .
Quest'anno nessuno era scandalizzato minimamente dalla cosa, anzi alcuni ragazzi sostenevano l'importanza di questo controllo continuo per motivi di sicurezza.
Al momento la cosa mi ha un pò spiazzata, poi sono andata a casa e ci ho pensato un pò su.
Ma la privacy per noi è ancora un valore?
Io stessa, che ci tengo tantissimo, mi sono fatta convincere dopo anni ad aprire un blog e comunque a pubblicare alcune mie poesie e ad esprimere delle idee "in pubblico".
Se vado a vedere tanti altri blog mi accorgo che c'è gente che non si limita ad esprimere delle idee, ma che pubblica tutte le foto possibili della propria famiglia , commentando giorno per giorno i progressi dei propri figli o notizie riguardanti i propri amici.
Tanti ragazzi ( e tanti adulti ) hanno Facebook : molti lo usano in modo "sano" , limitandosi appunto ad uno scambio di informazioni e di idee, ma altri, accidenti, lo usano proprio come una vetrina ed espongono in pubblico tutto il possibile.



                                                



Ci sono delle donne e delle ragazze che postano foto in cui sono ritratte in pose da vamp; padri e madri di famiglia che non si fanno scrupolo ad inviare foto dei loro figli e a raccontare i fatti propri senza nessun problema.
Ma allora , mi chiedo ritornando al titolo, ha ancora senso parlare di privacy, ha ancora valore la privacy?

...io non so dare una risposta, ma sicuramente posso constatare che il mondo inventato da Orwell non solo si è davvero avverato, ma è andato oltre ogni immaginazione.
La realtà ha superato di gran lunga la fantasia...e questo non è un pensiero molto piacevole...




sabato 10 marzo 2012

Changesbowie




“Oggi riempi il tuo cuore d’amore
Non giocare il gioco del tempo
Le cose accadute nel passato
Sono successe solo nella tua mente
Solo nella tua mente-dimentica la tua mente
E sarai libero
Sul muro si scrive
Liberamente
E puoi sapere tutto questo
Se lo vuoi
Ricorda soltanto
Chi ama non perde mai
Perché è libero da pensieri malvagi
La gentilezza schiarisce l’anima
L’amore schiarisce la mente
E fa liberi…” (from “Fill your heart”-by David Bowie)

Quando penso a David Bowie  lo associo all’animale più mutevole che esista in natura: il camaleonte.
Proprio come un camaleonte questo incredibile artista ha attraversato decenni interi nella storia della musica impersonando ruoli sempre diversi, dall’incredibile Ziggy degli anni settanta al “Duca Bianco” degli anni ottanta e novanta, sempre pronto a cambiare travestimento e tipo di musica: sempre disposto a sperimentare, a sorprendere, a osare, a rischiare in prima persona.
Nei primi anni settanta esce il suo album: “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” ed è una specie di shock.
L’album , che probabilmente ha il titolo più lungo nella storia del pop, propone una musica d’avanguardia che difficilmente si può equiparare ai generi che allora andavano per la maggiore, ma la sorpresa più grande è lui: non solo compone delle canzone che parlano di strane creature extraterrestri e sono disseminate di infiniti simboli e allusioni, ma David  “diventa” Ziggy, cioè il personaggio immaginario che dà il titolo all’album.
Oggi vedere in televisione dei transessuali o semplicemente degli uomini vestiti in modo bizzarro è quasi diventato normale, ma pensate allo scandalo più di trenta anni fa!
Ecco come la rivista “Panorama” descrive un suo concerto di allora:

“L’esibizione comincia nell’oscurità totale, con la musica di “Arancia Meccanica” di Stanley Kubrick suonata a tutto volume.Poi si accendono due riflettori violentemente colorati e il palcoscenico è invaso da una nuvola di fumo: quando la foschia si dirada,compare quasi dal nulla un personaggio smilzo, fasciato di lustrini,il volto pallidissimo,gli occhi pesantemente truccati,una zazzera di incredibili capelli arancioni.
David Bowie sta lanciando in tutto il mondo la moda del cantante travestito.
“In realtà non sono quello che sembro.Sono un attore , non un omosessuale.Recito una parte,uso frammenti di me stesso.”


David è sempre rimasto fedele a se stesso: insensibile alle mode e alle tendenze, ha sempre espresso ciò che sentiva dentro, mai quello che era “di moda”.
Era una specie di alieno, come quello che interpretò in un celebre film ( “The Man who fell to Earth”, di cui vedete il trailer all'inizio di questo articolo).
Se oggi possiamo parlare in modo abbastanza tranquillo di diversità , sia a livello sessuale che puramente individuale, un po’ lo dobbiamo anche a lui, che non si è mai tirato indietro in questo campo.
A metà anni ottanta raccontò la storia di un amore omosessuale nel film “Furyo”, dove un ufficiale giapponese si innamora perdutamente di lui.
In questi anni non esita anche a partecipare al film “ I ragazzi dello zoo di Berlino”, tragica storia di un’eroinomane appassionata della musica di David.
La canzone di Bowie “Heroes” diventa il triste simbolo del dramma dell’eroina degli anni ottanta.
Nel frattempo si è di nuovo trasformato: da pallido alieno bisessuale degli anni settanta al “Duca Bianco”, chiamato così perché predilige i completi bianchi e sfoggia una biondissima capigliatura.



Si esibisce sui palchi di tutto il mondo ed ha successo ovunque : la sua musica ora è più “trendy”, ma non rinuncia per questo alla sua completa indipendenza.
Sono indimenticabili i duetti con Mick Jagger, con Freddie Mercury (nella fantastica “Under Pressure”) e con Tina Turner, che aiuta in modo generoso ad uscire dalla storia terribile di botte e sfruttamento da parte del marito Ike.
A partire dagli anni novanta David , poco per volta, si ritira dalla scena: qua e là una sua apparizione, a volte , a sorpresa, una nuova canzone ( bellissima "Thursday Child") : sembra stia chiudendo il sipario delicatamente…per sempre? Chi lo sa, magari un giorno di questi potrebbe riapparire con un nuovo travestimento….

“Il folletto Jean vive sulla schiena
il folletto Jean ama le cappe dei camini
è oltraggioso, grida e schiamazza
folletto Jean lasciati andare …
…lui dice di essere un estetista e ti vende nutrimento
e prende tutti i tuoi capelli morti per farne biancheria…
..ama per essere amato , ama per essere amato…”
( from “The Jean Genie”- by David Bowie)