Arrivo alla biblioteca di Varedo e subito c'è una sorpresa; è intitolata alla mia ex insegnante di Lettere delle scuole medie, poi diventata preside ed in seguito morta in età ancora relativamente giovane, la professoressa Maria Teresa Carugati.
La temevamo tutti allora e spesso era molto severa, ma quello che ho imparato da lei mi ha spesso salvato durante il mio duro percorso liceale.
Ci metteva una grande passione quando spiegava Manzoni o Omero e questo mi è rimasto dentro e mi ha arricchito.
Lo so, sono una varedese che non frequenta molto Varedo e quindi può darsi che la biblioteca sia sempre stata intitolata a lei, ma io lo scopro per la prima volta.
Entro e vedo che l'ambiente non è così male.
Chiedo un libro sulla storia di Varedo e mi viene dato il libro "Varedo" di Mario Merati, il nostro grande concittadino, che ha cercato per tutta la sua vita di valorizzare la storia e la cultura di Varedo.
A casa comincio a scorrere le pagine dedicate alla storia antica di Varedo ed ecco che ritrovo la mia colonna.
Merati conferma che fu eretta verso il 1647 e che venne innalzata a memoria di un'antica chiesa fondata dai Longobardi e da loro dedicata a S. Michele.
La pietra alla sua base è stata sicuramante riutilizzata, perchè è più antica della colonna.
Su questa pietra si riesce ancora a vedere un bassorilievo con delle figure geometriche forse di carattere simbolico, purtroppo ormai non più comprensibili.
Merati dice che la fotografò molti anni fa e poi la sottopose alla Sovrintendenza delle Antichità, che la ritenne un'antica ara votiva quasi sicuramente di origine celtica.
Accidenti, magari sono una discendente dei Celti! Gli occhi azzurri ce li ho, la carnagione pallida anche e, tanti anni fa, avevo anche i capelli neri!
Scherzi a parte piano piano mi faccio prendere dal libro e scopro che di storia a Varedo ce n'è davvero tanta, non solo quella legata alla colonna misteriosa.
Di reperti a Varedo ne sono stati trovati tantissimi, a partire dalle conchiglie fossili trovate alla Valera negli anni settanta...
... il viaggio continua...!
Un piccolo viaggio con voi attraverso i miei pensieri, la mia musica e le mie poesie…
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sabato 7 marzo 2015
sabato 28 febbraio 2015
Alla ricerca delle Radici - Prima Parte
Come spesso mi succede quando voglio rilassarmi, un giorno vado a scartabellare tra le tante cose che ho scritto in passato: trovo una riflessione, una pagina di diario che riguarda una misteriosa colonna che si trova a pochi passi dalla mia casa, una colonna che ho sempre pensato fosse collegata alla peste di Manzoniana memoria.
E' una paginetta che ho scritto circa nove anni fa, dopo il trasferimento da Bovisio Masciago a Varedo e la costruzione del nostro appartamento sopra quello di mia madre e di mia sorella.
Dopo diciotto anni in una palazzina a Masciago ero tornata nel mio paese natale, vicino ai miei parenti.
Una sera guardavo fuori dal mio balcone e l'ho vista: la colonna misteriosa di Via Madonnina, attorno alla quale giocavamo da bambini.
E' da qui che voglio cominciare:
Dopo avere riletto questo mio scritto sono più incuriosita che mai e allora comincio a cercare informazioni in rete.
Dopo molto cercare finalmente trovo qualcosa ( molto poco, per la verità ) su di un sito chiamato Alternativaverdeperdesio.
Queste le scarne informazioni trovate su questo sito:
E' una paginetta che ho scritto circa nove anni fa, dopo il trasferimento da Bovisio Masciago a Varedo e la costruzione del nostro appartamento sopra quello di mia madre e di mia sorella.
Dopo diciotto anni in una palazzina a Masciago ero tornata nel mio paese natale, vicino ai miei parenti.
Una sera guardavo fuori dal mio balcone e l'ho vista: la colonna misteriosa di Via Madonnina, attorno alla quale giocavamo da bambini.
E' da qui che voglio cominciare:
| Colonna in fondo a Via Madonnina - Varedo |
LA COLONNA MISTERIOSA
Lei è sempre lì.
In questa tiepida sera di aprile la
osservo dal mio balcone ; c’è un alberello di pino che la copre in
parte, ma la croce si vede benissimo.
Ed allora penso che sono contenta di
essere tornata alla mia casa natale e di potermi guardare la colonna
ogni volta che ne ho voglia.
Perché quando, come oggi, mi sento
travolta dagli impegni e dagli eventi, per me lei è come un faro, un
faro senza luce che mi illumina la vita.
Sembra guardarmi e dirmi : “ Dai,
coraggio, se io sono sopravvissuta tutti questi secoli che importanza
vuoi che abbiano le tue preoccupazioni?”
La colonna sulla via Madonnina è
ormai chiusa tra i cancelli attigui di due case; la vecchia casa del
benzinaio a destra ed una palazzina anni ’70 a due piani sulla
sinistra.
Il benzinaio non so più che fine ha
fatto.
Suo figlio maggiore lo conoscevo.
A metà settembre del 1974 ci
eravamo incontrati su un treno che veniva da Trento; io tornavo da
uno dei miei vagabondaggi estivi, lui non so da dove.
Arrivati alla stazione Centrale mi
aveva aiutato a tirare giù dal treno la valigia , che pesava solo
Dio sa quanto e intanto mi raccontava come fosse scampato dal
disastro dell’Italicus.
A quei tempi ogni tot saltava per
aria un treno .
Lui si era salvato.
Per finire al Creatore dopo neanche
un mese in un incidente automobilistico.
Ok, ma la colonna non c’entra ;
quella non ha mai portato sfortuna.
Comunque quelli erano tempi bui,
dovremmo ricordarcene più spesso…
Oggi chi passa non la nota , eppure
per anni che sembravano infiniti la colonna è stata in mezzo ad un
campo, visibilissima da ogni lato.
Case allora ce n’erano poche e noi
bambini avevamo a disposizione infiniti campi e campetti dove
giocare.
Intorno alla colonna ci giocavamo a
calcio, ed io riuscivo sempre ad infilarmi in mezzo ai maschi e fare
da portiere.
Davanti c’erano degli iris (che
noi chiamavamo “spadoni”) che la decoravano e davano un senso di
rispetto verso i morti di peste del Seicento.
Non so chi avesse piantato quei
bulbi , ma ricordo la sensazione di riverenza e rispetto che provavo
quando, nelle sere di maggio, ammiravo quei fiori vicino alla
colonna.
Oggi non c’è più nessun fiore.
La colonna però è ancora lì, a
dispetto della nostra fretta e della nostra distrazione , a
ricordarci un passato di Manzoniana memoria e la sua croce è ancora
intatta , nonostante la pioggia,la neve , il vento, il freddo e la
canicola di più di 400 anni.
Io sto invecchiando insieme alla
colonna ,che è per me simbolo di ciò che non esiste più, ma anche
della forza vitale, della resistenza alle intemperie umane che fa
parte della vita .
Abbiamo molto da imparare da lei,
anche se ormai oggi si fa fatica a distinguerla.
Lei ci insegna a resistere e andare
avanti.
Secondo me sarebbe contenta se
qualcuno le mettesse una piccola targa davanti, con un paio di
informazioni per il passante distratto...
- Luciana Figini ( 2006 )
![]() |
| Particolare della base della Colonna |
Dopo avere riletto questo mio scritto sono più incuriosita che mai e allora comincio a cercare informazioni in rete.
Dopo molto cercare finalmente trovo qualcosa ( molto poco, per la verità ) su di un sito chiamato Alternativaverdeperdesio.
Queste le scarne informazioni trovate su questo sito:
Quasi al
termine di via Madonnina ( Varedo- MB ) sorge una croce
sostenuta da
una colonna. Eretta nel 1647, come palesa la data incisa
sul retro
della base, era stata innalzata a memoria di un'antica
chiesa
fondata dai longobardi e da loro dedicata a San Michele,
un Santo
congeniale a quel popolo bellicoso, in quanto ritenuto un
santo
guerriero, tanto da proclamarlo loro protettore.
|
L'importanza
di questa colonna è anche nella sua base, poiché
si tratta di un'antica pietra rettangolare certamente riutilizzata,
sulla
cui facciata vi sono scolpite in bassorilievo delle figure
geometriche di carattere simbolico...
A questo punto capisco che la colonna è di molto antecedente al periodo della peste e quindi vorrei trovare altre informazioni ; mi reco alla biblioteca di Varedo... ...continua... |
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