Ciao Margherita.
Grazie per la tua genialità, la tua forza interiore, la tua assoluta libertà di giudizio.
Grazie per il tuo sorriso ed il tuo ottimismo; grazie per la tua caparbia volontà di essere sempre te stessa; grazie per tutte le stelle che ci hai regalato...
Tutta la materia di cui siamo fatti noi l’hanno costruita le
stelle, tutti gli elementi dall’idrogeno all’uranio sono
stati fatti nelle reazioni nucleari che avvengono nelle
supernove, cioè queste stelle molto più grosse del Sole che
alla fine della loro vita esplodono e sparpagliano nello
spazio il risultano di tutte le reazioni nucleari avvenute
al loro interno.
Non mi stancherò mai di ripeterlo: gli anni settanta sono stati una immensa miniera di idee, di musica, di cultura, ma anche di grandi contraddizioni.
Claudio Rocchi è morto in questi giorni e nella cultura degli anni settanta ci stava immerso, ma quello che cantava, quello che pensava, era strano, difficile da afferrare e da capire.
In un'epoca di scontri di piazza e di grande musica rock Claudio proponeva l'amore, l'avvicinamento al " Tutto ", la ricerca spirituale.
Aveva il suo spazio nella mitica trasmissione radiofonica " Per voi Giovani ", ma sembrava un alieno, un etereo cantore della pace e della spiritualità accanto ai gruppi rock che spaccavano le casse con il loro fracasso.
Invitava a guardarsi dentro e a cercare l'amore nelle spesse corrazze che ci portavamo dietro; invocava la pace in un periodo nel quale era usuale vedere qualcuno che si scazzottava in piazza per ragioni politiche.
Meditazione, dolcezza, amore puro, libertà dalle apparenze, ricerca di Dio: che parole strane per quell'epoca, in cui scoppiava una bomba ogni mese da qualche parte e nella quale il concetto stesso di fratellanza cozzava ogni giorno contro gli atteggiamenti intolleranti verso chi non la pensava come te.
Eppure le sue parole non sono mai andate perse; si sono insinuate nelle nostre menti e da lì non sono più uscite, perchè erano , e sono , le parole di un visionario, di una persona che inseguiva un'utopia spirituale ma anche terrena.
E lo sappiamo, anche i più duri sono sensibili alle visioni, ai sogni e alle utopie; fanno parte di noi, in qualsiasi epoca, anche se facciamo finta di deriderle.
Ciao Claudio, adesso sì che puoi fare il tuo "Volo magico", libero come l'aria e leggero come il tuo Dio.
Grazie dell'amore che ci hai regalato, anche di quello che allora non abbiamo capito...
Eccomi qui di nuovo dopo più di un mese.
Non ero morta : sono stata semplicemente travolta dagli impegni di fine anno scolastico: burocrazia , burocrazia e poi ancora burocrazia.
Durante gli scrutini di fine anno rimane davvero poco tempo per parlare di ciò che è più importante e cioè dei nostri ragazzi .
Ci sono sempre troppe relazioni da preparare, programmi da sistemare, schemi e schede da riempire, crediti da calcolare, registri da compilare, documenti di classe da approntare e naturalmente verbali da stilare...
A volte penso che la civiltà del computer abbia prodotto solo un risultato certo: il moltiplicarsi della carta.
Non so in altri ambiti lavorativi , ma ho l'impressione che nel campo della scuola il cambiamento sia stato solo questo; se una volta bastava la carta, adesso bisogna compilare tutto a computer e sulla carta.
In maggio e giugno da noi è il delirio, il trionfo della burocrazia, la festa dei documenti.
E la maturità, in corso in questi giorni, non fa eccezione; montagne di documentazione, pagine e pagine di verbali, schemi,elenchi, griglie di correzione...
Se avessi ricevuto un centesimo per ogni documento firmato durante la mia carriera di insegnante sarei più ricca di lady Gaga!
Piccola conversazione con i miei ragazzi di prima liceo:
- Ragazzi, qualcuno sa qualcosa di Elena? - ( è una ragazza che si è ritirata da scuola diversi mesi fa per problemi di famiglia e personali)
Mi risponde Giulia: - E' da diverso tempo che non la sento ma so che esce raramente di casa , soffre di attacchi di panico -
Ci penso un attimo, non è la prima volta che i ragazzi mi raccontano queste cose; decido che ne dobbiamo parlare insieme e che i comparativi di maggioranza in inglese possono andare a farsi friggere.
- Mi dispiace davvero tanto, salutamela se la senti, ma...( ho un attimo di esitazione) mi spiegate come mai tanti ragazzi della vostra età soffrono di cose simili? Chi soffre di insonnia, chi di attacchi di panico, chi di depressione...so che molte famiglie hanno problemi enonomici oppure i genitori sono separati...sono queste le ragioni o ce ne sono altre?-
Giulia, che è la più estroversa, interviene di nuovo:
- Sa Prof, questi problemi ci sono sicuramente, ma ce ne sono anche altri...insomma spesso uno cade in depressione perchè viene rifiutato dal gruppo...-
- E perchè mai viene rifiutato? -
Silenzio per qualche momento, poi interviene Roberta, una ragazzina sveglia e intelligente:
- E' così purtroppo, basta che tu ti vesta in modo diverso, oppure ascolti musica diversa, oppure non ci stai a fare quello che gli altri vogliono fare...( e qui segue una breve pausa; dagli sguardi mi sembra di capire il sottinteso...) e sei fuori, escluso dal gruppo -
Sono un pò basita e dentro di me qualcosa "grida vendetta".
- Ragazzi -intervengo- ma ognuno di voi ha il sacrosanto diritto di essere ciò che vuole! L'unica regola è non far del male agli altri. E poi, se non vi accettano per quello che siete chi se ne frega del gruppo, lo lasciate e ne trovate un altro!-
Chiara mi guarda con quegli occhioni da ragazzina che deve avere già sperimentato questa situazione:
- Sì, peccato che poi anche l'altro gruppo non ti accetta e poi neanche l'altro e così via...e poi Prof non tutti sono così forti di carattere da riuscire a stare da soli...non è mica facile! -
Li guardo e mi ricordo degli episodi di bullismo alle scuole medie di cui mi hanno raccontato una volta.
Mi ero scordata di quanto può essere difficile la vita a 14 anni.
Uno dopo l'altro intervengono ed ognuno porta un parere, un'esperienza; anche i più timidi parlano.
Ad un certo punto si guardano l'un l'altro; io non dico più niente ma forse hanno capito che il gruppo che può accogliere le loro incertezze ed i loro problemi è proprio qui, in questa classe di piccoli uomini e piccole donne che stanno crescendo insieme...
Sorrido e li vedo sorridere: ok , adesso possiamo riprendere i maledetti comparativi di maggioranza...